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Interrompere terapie
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Il mio problema è che la mia famiglia non sa ma da anni voglio sapere il perché e per quale malattia; addirittura mio fratello vuole vedere anche la documentazione
La sfiga che io lavoro nella azienda di famiglia, mesi fa per una discussione sono stato aggredito verbalmente e fisicamente da mio fratello con un trauma cranico, dopo tutto questo per me è diventato difficile la vita a lavoro ci vado ma con angoscia; ho chiesto più volte di uscire dalla società ma non l’accettano perché se no mi devono liquidare le mie quote di partecipazione
Le mie forze si stanno esaurendo e non e la mia solitudine mi sta uccidendo ( vivo da solo)
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- AntoVolo
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Penso che questo nasca per i permessi, perché non torni alla terapia orale e col medico provi ad organizzare il ritiro farmaci con le analisi ogni 4/6 mesi? Digli proprio che la frequenza bimestrale ti sta facendo rischiare il licenziamento, un modo lo trovano sicuro! Stessa cosa farò io col mio infettivologo perché ho cominciato un periodo di prova per un lavoro e già ne ho parlato con lui, si è dimostrato disponibile e voilà, la prossima volta un modo lo troviamo.
Se sei s+ da anni, penso che i prelievi siano semestrali, se riesci ad organizzarti con questo magari inventi delle scuse per non andare una giornata a lavoro, tipo che hai la febbre, mal di pancia o quel che sia.
O comunque, se hai qualche amico che sa della tua situazione, puoi vedere se con delega può lui/lei ritirarti la terapia orale. Spesso ci sono delle associazioni che lo fanno, prova a parlare con la sede di lila della tua zona se c'è!
Per quanto riguarda la solitudine, non so di dove tu sia, ma anche se dal vivo non possiamo vederci, scrivimi pure, ogni tanto anche un estraneo può essere di compagnia! Possiamo anche scambiarci altri contatti in privato se ti va, a me fa sempre piacere conoscere qualcuno, soprattutto col quale parlare apertamente di questa nostra situazione in comune
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- Felix86
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Sono solo, ho chiuso molte o tutte le amicizie e non uso più neanche app per incontri
Il mio morale è veramente a puttane
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- Felix86
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Per il resto le mie forze si stanno esaurendo e di conseguenza non c’è nessuna voglia di nulla, sto mangiando sempre meno
Non c’è più voglia di rimanere qua in questo mondo di emme
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- AntoVolo
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Comunque le strade ci sono, quando ti assenti non devi dire necessariamente che vai a fare una visita, inventa qualche scusa, tipo devi rinnovare l'assicurazione, che quella mattina stai male con la pancia e quindi vi più tardi o robe così, magari appunto dici della visita solo ogni tanto. Comunque sia, con famiglie così si deve imparare ad aggriarle, pensa che lo fai per te e ci riuscirai sicuramente.
Per la solitudine trova il tuo modo, prova a riallacciare qualche rapporto o creane di nuovi, non devi trovarne necessariamente sulle app di incontri. Esistono anche app semplicemente per socializzare, tipo tablò, oppure comincia qualche hobby, così non solo ti distrai facendo qualcosa che ti piace e smuovendo la routine che spesso è assillante, ma si può anche fare amicizie così.
I modi ce ne sono, trova solo la forza di impegnarti, ce la farai di sicuro!
E comunque ti ripeto, anche se solo per noia, contattami tranquillamente
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Buona fortuna a tutti
Scusate se la mia scelta va contro le vostre idee
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- lupretto72
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Sono qui se vuoi parlare. Anche in privato.
Buonanotte 😉
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- LilaMod
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Ho cancellato decine di post che non erano utili alla discussione e condivido alcune considerazioni sperando possano essere utili per evitare situazioni simili in futuro.
La discussione si è spostata dal tema iniziale verso un confronto personale che ha di fatto messo in secondo piano la persona che aveva chiesto aiuto. La sua situazione, già delicata, è stata completamente oscurata dal conflitto.
Non si è trattato di un singolo messaggio fuori posto, né di un confronto breve che potesse risultare utile alla discussione. Si è creato invece un botta e risposta prolungato, in cui nessuno è riuscito a fermarsi per diverse pagine.
Paradossalmente, la priorità era diventata stabilire “come” si dovesse rispondere alla persona che aveva chiesto aiuto. È comprensibile: la sensibilità, l’attenzione ai toni, il rispetto reciproco sono valori fondamentali. Allo stesso tempo, ognuno ha il proprio modo di esprimersi, di rapportarsi agli altri, di fornire il proprio aiuto.
Allo stesso modo, anche chi riceve aiuto può reagire in modi diversi: c’è chi ha bisogno di delicatezza, chi trae forza da un incoraggiamento più diretto, chi ha bisogno di sfogarsi, chi di sentirsi spronato. Non esiste un unico modo giusto di sostenere qualcuno, e questo rende ancora più importante riuscire a riconoscere le differenze senza trasformarle in motivo di scontro.
Quello che colpisce, inoltre, è che al di là dei modi diversi, c’era accordo su dei punti fondamentali: l’importanza della terapia, i rischi legati all’interruzione, U=U, oltre alla comune volontà di dare un contributo.
Ciascuno, nel cercare d’essere d’aiuto, lo ha fatto partendo dalla propria esperienza di vita con l’HIV, con sensibilità e linguaggi diversi, ma la sostanza era molto più vicina di quanto sembrasse. Purtroppo, la tensione del momento ha impedito di riconoscere questi punti comuni, e il confronto si è trasformato in un botta e risposta sempre più acceso, che ha finito per ingrandire il problema invece di ridurlo. Così la persona che aveva aperto il thread è rimasta ai margini proprio quando avrebbe avuto più bisogno di attenzione.
Per fortuna, negli ultimi interventi la discussione è tornata sul tema principale, e di questo vi ringrazio.
Vi lascio continuare.
Grazie per la collaborazione.
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- Felix86
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Rifiuterò ogni cosa
Se ci saranno problemi mi chiuderò in casa
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- lupretto72
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Non te lo meriti, non meritano la tua vita in famiglia. La vita è tua e loro in azienda non devono interferire con te.
Il fatto che tu abbia valutato le dimissioni e loro non vogliono perché ti dovrebbero dare la buona uscita, la tua parte, è un loro problema e loro rimane. Se non vogliono allora stiano zitti se ti serve qualche giorno. All'anno.
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- AntoVolo
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Inoltre curarsi non è una scelta, ma un dovere anche verso sé stessi, dovere al quale stai venendo meno. Poi ti invito anche a pensare che lo stai facendo perché non vuoi dirglielo, ma se farai così arriverei al punto di stare così male da essere ricoverato e lo sapranno comunque, e sarai costretto a riprendere i farmaci. Stesso risultato, solo che ti porterai dietro anni e anni di danni.
A sto punto, impegnati solo all'inizio sul pensare a come gestire la cosa e migliorare, superato l'impegno iniziale diventa quotidianità e non sentirai più la fatica della cosa.
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