Relazioni sierodiscordanti - un po' di ottimismo

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24/01/2024 12:29 #1 da Lillie
Qualche tempo fa ho scritto esprimendo la mia angoscia per questa nuova specie di relazione con un ragazzo sieronegativo che non sapeva della mia positività, e con cui avevo fatto sesso non protetto (sono undetectable, ovviamente).

Beh, ieri sera, spinta dall'alcol e dal non riuscire più a non parlargliene (e anche dal fatto che tra domenica e ieri ne ho parlato con tre dei miei amici più stretti qui nel Paese dove vivo, e sono stati tutti incredibilmente dolci, comprensivi e tranquilli al riguardo - una ragazza mi ha detto che da giovane faceva volontariato parlando dell'HIV nelle scuole), gliel'ho detto. E vi scrivo, lo scrivo qui, perché è stata un'esperienza talmente sorprendente che spero dia un po' di speranza a chiunque legga. Mi ha detto che per qualche motivo lo aveva sospettato, vedendomi prendere la pastiglia ogni mattina le volte in cui avevamo dormito insieme; a quel punto gli ho detto: "ma se lo sospettavi, perché hai continuato a fare sesso non protetto con me?" e mi ha risposto che era perché prendevo le medicine, quindi sapeva che non lo avrei contagiato. E non si è arrabbiato perché non gliel'avevo ancora detto, perché sa che è una cosa difficile da condividere. E ha detto che per lui non cambia assolutamente niente. Insomma, mille volte meglio di quanto mi aspettassi.

Non sono ingenua, so benissimo che ci sono millemila persone che avrebbero reagito in modo molto diverso. Ma queste esperienze sono le cose che avrei voluto leggere quando avevo un sacco di dubbi, quindi lascio qui la mia testimonianza per chiunque passi.

Un abbraccio fortissimo <3

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24/01/2024 13:22 #2 da Lauretta1984
Risposta da Lauretta1984 al topic Relazioni sierodiscordanti - un po' di ottimismo
❤️

🌹

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24/01/2024 21:00 #3 da VERO
Io invece penso che quando mi sono accettato io e' quello che basta , non mi interessa essere accettato dagli altri , e' una malattia come un altra , non mi va di farmi elemosinare comprensione e accettazione per una cosa che sono fatti miei personali.Penso sia meglio non coinvolgere nessuno , e' solo una questione di privacy.

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21/05/2024 15:25 #4 da Simone
Ciao a tutti... è da un po' di tempo che seguo questo sito, da quando ho scoperto di essere sieropositivo, ormai da più di 4 anni.
Non è semplice vivere con questa malattia e, soprattutto, all'inizio è stato davvero difficile accettare quello che io chiamo una "Sentenza senza appello".
Oggi vorrei provare a poco a poco a confrontarmi e a parlare un pochino più apertamente di questa malattia.
Ho visto ed ho subito approfittato dello sportello virtuale ed ho fissato un appuntamento.
Negli ultimi tempi sto seguendo un percorso con una psicologa per cercare di affrontare al meglio la vita e le situazioni che derivano da questa malattia.
Mi piacerebbe trovare una "famiglia" qui a Roma dove poter condividere e confrontarmi sui vari temi legati all'hiv, anche connesse con l'omosessualità.
Grazie a tutti.

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21/05/2024 16:58 #5 da VERO
Con viremia non rilevabile da molti anni e cd a 800 non mi sento poi cosi' malato , anche se devo prendere la pastiglia giornaliera.Era un problema negli anni 80 ai primi anni 90 , quando la gente hiv positiva moriva come le mosche , perche' non c'era una cura e la rilevazione della positivita' al virus hiv era una sentenza di morte.

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